Non posso cambiare il passato, non posso prevedere il futuro, ma ho il dovere di vivere al meglio, per ogni donna e per tutte le donne, il mio presente.

Non posso cambiare il passato, non posso prevedere il futuro, ma ho il dovere di vivere al meglio, per ogni donna e per tutte le donne, il mio presente.

E’accaduto
Ho portato dentro ferite solitarie e colpevoli, come se fossero parte di me, come un secondo nome. Un nome segreto che nessuno doveva conoscere, un vestito sconcio che mi definiva e mi faceva sentire sbagliata.
Quell’uomo mi aveva resa invisibile, aveva trasformato le sue colpe in vergogna per me. Mi aveva incollato addosso le sue mani e la sua violenza come una seconda pelle.
Quante urla ho ascoltato, quante braccia mi hanno minacciata, quante dita si sono sollevate a impormi limiti, quante mani si sono alzate e quante volte ho pensato che non sentirle addosso fosse un premio, una tregua, quante volte mi sono fatta piccola e silenziosa, quante volte sono diventata invisibile, per evitare che succedesse?
La violenza peggiore è aver lasciato che diventassero parte di me.
Là in fondo, dietro quella che ci hanno insegnato a chiamare fragilità, sotto la mia rabbia, sotto l’incapacità di perdonarmi senza una colpa a cui accoppiarla, sotto tutto quanto, c’è stata la violenza di un uomo, che non viene mai chiamato con il proprio nome, perché ha finito per lungo tempo per prendere il mio.
E’ accaduto perché ho avuto timore di star sola, perché l’uomo per il quale avevo lasciato tutto ed attraversato lo stivale non voleva quel figlio che io desideravo ardentemente, perché volevo inseguire l’illusione di avere una famiglia come quella nella quale sono nata e cresciuta, perché ho pensato che passasse ed invece...
Piatti rotti, vestiti strappati, tazzine di caffè lanciate addosso, calci, pugni, sputi, parole umilianti, raggiri, tradimenti, sfruttamento economico…
Ero diventata un bancomat e, volente o nolente, dovevo dargli dei soldi… e fai in modo di darglieli se vieni spostata a calci in corridoio come fossi uno zerbino!
Sopporti, non alzi più lo sguardo, non fiati, non sei tu…nessuno capisce il tuo dolore…sei una foglia accartocciata, ma, prima o poi, riprendi forma…
Pensavo di essere tornata libera, mandandolo fuori da una casa in cui io ero diventata ospite e lui padrone, pensavo che, passo dopo passo, sarei riuscita a riportare in pari i conti…
Si è ripresentato all’improvviso, quando credevo di poter ricominciare, e mi ha picchiata a sangue, ma quel sangue mi ha resa libera: scorrendo giù dalla mia testa, ha purificato la mia anima.
Finalmente ho chiesto aiuto e ho trovato un angelo di nome Adonella che mi ha abbracciata, accolta e non mi ha giudicata.
Ho azzerato tutto: ho cambiato città, ho messo su una nuova splendida casa, e passo dopo passo, accompagnata dall’amore di chi mi ha dato la vita, dal sostegno di amiche
vere, dall’ascolto di una “stampella” di nome Petra, ma soprattutto dalla mia energia, dalla mia ritrovata libertà, ho ricominciato a vivere, a risentire un po' di calore, a superare il freddo gelido che ha avvolto il mio cuore, a guardare fiduciosa oltre e verso il futuro e a pensare che, nonostante tutto, sono cresciuta, sono diventata migliore, capace di accogliere gli altri sempre e comunque, di non esprimere giudizi forse perché ho conosciuto il pregiudizio, capace di credere che sia ancora possibile vivere intensamente, di pensare che ho mille qualità ed infinite risorse, che ho un nome da pronunciare ad alta voce per dare voce a chi più sfortunata non ne ha più.
E’ accaduto, non ho scelto, ma per evitare che si ripetesse mi sono scelta: era il 29 Agosto del 2018. Ho percorso più di 700 passi, pensando sempre alle parole donatemi da Adonella mentre lasciavo un angolo speciale dove ho “conosciuto” il suo angelo: “Vai e che la vita sia una bella storia”.
Continuo a camminare. Sento che mancherà per sempre un pezzo, una sorta di tassello che ha lasciato una ferita profonda. Sono diventata un po' più diffidente, ogni tanto, quando sono molto stanca, tremo ancora, ma ho più fiducia in me. Ho fatto pace con il mio cuore, mi sono perdonata e ho imparato ad abbracciarmi e fiera, con un costante tocco di rosso qua e là, proseguo nel qui e nell’ora.
Non posso cambiare il passato, non posso prevedere il futuro, ma ho il dovere di vivere al meglio, per ogni donna e per tutte le donne, il mio presente.
Principessa

Gallery

News

Copyright © 2021 © ASSOCIAZIONE "MAI + SOLE" - Via Teatro, 2 - 12038 SAVIGLIANO (CN) - C.F. 95019460047
Mai+Sole (Mai più Sole) è un'Associazione costituita da donne che si occupano di donne che subiscono violenza fisica e psicologica. Svolge attività finalizzata a prevenire e a contrastare queste violenze e rappresenta un primo punto di riferimento per le donne che vivono questo disagio, fornendo le informazioni e gli strumenti per intraprendere un percorso di uscita dalla spirale della violenza.